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giovedì 27 novembre 2014

LA POTENZA DEL BENE COMUNE

 di Gianni Lannes





Non sono un maestro, o un depositario di verità, ma un ricercatore. Non posso dare consigli e neppure indicare la via maestra. Io stesso la ignoro. Che fare concretamente? Bisogna allargare l’orizzonte, affinché ciascuno possa rendersi conto di non essere il centro dell’universo, ma un essere umano pensante, che ha nella profondità del suo pensiero, e dal suo cuore, se non le risposte, almeno le speranze per vivere a testa alta. Insomma, vi esorto ad avere fiducia nelle proprie capacità e nei propri limiti.



L’essere umano è un prodotto di lotte intime e sociali, la cui soluzione provvisoria va cercata in quel dialogo infinito con gli altri, capace di allargare la sua visione del mondo, la cui angustia è forse l’autentica responsabile dell’acuirsi del dolore, nell’apparente insolubilità dei problemi.



La vera risposta non è quella che chiude il discorso, bensì quella segretamente custodita dalla domanda successiva. Essa, con la danza infinita dell’onda che abbraccia la riva, plasma il profilo della terra, dimostrandoci che nessun dolore è definitivo, nessun problema è insolubile, nessuna risposta è ultima.



Noi dobbiamo invitare una nuova generazione a trarre la verità insita in ognuno di noi e nelle cose, insegnare a pensare positivamente, a provare empatia, a coltivare il dubbio, e a credere nella potenza del bene comune. E a non smettere di fare domande e di mettere in crisi tutte le risposte che sembrano definitive.



Socrate ha insegnato agli umani che maestro non è chi trasmette la verità, ma chi aiuta gli altri a partorirla dalla confusione delle proprie opinioni, anche se in contrasto con le idee dominanti.



Ora, e sempre, bisogna vivere in un mondo migliore, non soltanto sognarlo ad occhi aperti.