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domenica 8 dicembre 2019

Selene Calloni Willliams - Lo Yoga Sciamanico


Notizie dalla Grecia: il meccanismo di Antikythera



Meccanismo di Antikythera - fonte pen.wikipedia.org

I­l meccanismo di Antikythera è un antico strumento “informatico” progettato per calcolare le posizioni astronomiche e l’andamento dei cicli solari. Fu recuperato tra il 1900 e il 1901 all’interno del relitto di Antikhytera, al largo dell’isola greca dal nome omonimo, ma il suo complesso significato non fu capito almeno fino al secolo successivo. Il meccanismo fu costruito probabilmente agli inizi del primo secolo a.C., anche se la datazione effettiva sembra essere incerta e ancora precedente. Molti ricercatori hanno riconosciuto nel dispositivo una particolarità unica nel suo genere, a partire dal disegno e dalla struttura, che indica quella di un orologio astronomico di particolare bellezza storica. Il dispositivo è attualmente conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene.

Antikythera, isola - fonte www.bibliotecapleyades.net

Da recenti studi sembra ormai accertato che il meccanismo sia il più noto calcolatore scientifico di una certa complessità del mondo antico, grazie ad una fitta serie di ingranaggi, che richiamano il computer analogico. La particolarità della sua struttura fa però immaginare che la qualità della sua produzione sia dovuta ad una serie di predecessori creati durante il periodo ellenistico. Costruito su teorie dell’astronomia e della matematica, si è sviluppato grazie alla sua elaborazione da parte di astronomi greci. Datato secondo fonti autorevoli intorno all’87 a.C., è costituito da una lega a base di bronzo composto per il 95% di rame e il resto di stagno. Si ritiene sia andato perduto sui fondali marini solo qualche anno dopo la sua costruzione, probabilmente nel 76 a.C.


Antikythera - disegni del meccanismo - fonte www.architecture-balar.com2011_02_21_archive.html

Le istruzioni presenti sul meccanismo, scritte in greco koinè, farebbero supporre che la macchina sia di origine greca. Una delle ipotesi avanzate consiste nel suo possibile assemblaggio in un’accademia fondata dal filosofo Posidonio sull’isola di Rodi. All’epoca, infatti, l’accademia era nota come un importante centro di astronomia e ingegneria meccanica. Ciò ne attribuirebbe la progettazione all’astronomo Ipparco di Nicea, poiché la presenza di un meccanismo lunare all’interno della sua struttura rimanda alla teoria elaborata da quest’ultimo per il moto della Luna.
I risultati recenti di una ricerca basata sullo studio della meccanica indicano però che il meccanismo abbia avuto origine nelle colonie di Corinto, e questo farebbe pensare, invece, ad una connessione con Archimede.
Il dispositivo fu ritrovato per caso durante una battuta di pesca, quando fu individuata una nave affondata presso l’isola di Antikythera, situata nel Mar Egeo e a 18 miglia da Creta. La rotta era probabilmente molto comune nella storia della Grecia antica, poiché il porto di Antikythera rappresentava un passaggio obbligato nei traffici tra Creta e il Peloponneso. Le ricerche dei sommozzatori, realizzate nell’ottobre del 1900, portarono al ritrovamento di vari reperti, tra cui molte opere d’arte. Solo nel maggio del 1902 l’archeologo Valerio Stais, esaminando il vari reperti, notò che uno dei pezzi di roccia recuperata aveva, intrappolata al suo interno, una strana ruota dentata. Subito Stais pensò si trattasse di un orologio astronomico, anche se le successive opinioni elaborate da altri studiosi vi hanno riscontrato un anacronismo storico, ritenendo il meccanismo troppo complesso per essere stato costruito nella stessa epoca degli altri pezzi ritrovati. Le indagini furono poi abbandonate per essere riprese solo nel 1951 da parte del fisico inglese Derek J. de Solla Price.
Non sono ancora note le dinamiche che hanno portato il meccanismo ad essere trasportato all’interno di una nave cargo, ma si è certi che questa fosse in viaggio verso Roma, un probabile bottino di guerra, insieme a molti altri tesori saccheggiati dall’isola greca. Si ritiene anche che il tutto avvenisse a sostegno di una parata trionfale che sarebbe stata condotta da Giulio Cesare in patria.
Il dispositivo rappresenta un notevole livello di miniaturizzazione e complessità in tutte le sue parti, e la raffinatezza del meccanismo è paragonabile a quella degli orologi del XIV secolo. Costituito da oltre trenta ingranaggi, è basato sulla concezione geocentrica, che comporta la conoscenza di numerose informazioni astronomiche, dalla disposizione della Luna a quella di molti altri corpi celesti. Sulla piastra frontale veniva inserita la data mediante una manovella oggi andata persa, e questo permetteva di stabilire la posizione esatta del pianeta rispetto agli altri.
La concezione eliocentrica fu proposta in epoca moderna nel De revolutionibus orbium coelestium di Niccolò Copernico nel 1543. In realtà la teoria geocentrica di nascita aristotelica (III secolo a.C.), ripresa poi da Tolomeo, vissuto nel II secolo d.C., e riportata nell’Almagesto, era stata già messa in discussione nel III secolo a.C. da Aristarco di Samo. Purtroppo nulla dei suoi scritti ci è pervenuto e oggi non è possibile individuare gli elementi che ne supportavano la teoria. Aristarco fu oltremodo osteggiato per le sue idee ritenute rivoluzionarie e sostenuto solo da pochi contemporanei.
Il calcolatore di Antikythera presenta una dinamica rotatoria che prevede una conoscenza di base del moto planetario indispensabile per la sua costruzione. Ciò farebbe supporre che la conoscenza di un simile meccanismo avrebbe indotto Aristarco e ad alcuni suoi coevi studiosi ellenistici ad abbracciare la teoria eliocentrica proprio per la similitudine tra le dinamiche del meccanismo ed il moto celeste.
Se così fosse, il reale inventore del meccanismo di Antikythera avrebbe anticipato di circa 19 secoli i principi postulati da Newton nel suo Philosophiae Naturalis Principia Mathematica e che sono alla base della legge di gravitazione universale, da lui enunciata nel 1687. Un articolo molto interessante sulla meccanica del calcolatore si trova al link http://www.giovannipastore.it/ANTIKYTHERA.htm.

Antikythera - pezzi del meccanismo conservati al Museo Archeologico Nazionale di Atene - fonte www.architecture-balar.com2011_02_21_archive.html

Sul calcolatore sono presenti tre quadranti principali, di cui uno sul lato anteriore e due su quello posteriore. Il quadrante posto in anteriore ha due scale concentriche, mentre l’anello più esterno è delimitato dai 365 giorni del calendario egiziano che risponde al ciclo dell’anno Sotiaco. La seconda linea all’interno indica i segni dello Zodiaco ed è divisa in gradi. Va detto che il Calendario Sotiaco vigente all’epoca era basato sul ciclo della stella Sirio, situata nella Costellazione del Cane. Sirio non si alzava all’orizzonte per 70 giorni l’anno, in quello che all’epoca coincideva con il prossimo arrivo delle inondazioni annuali del Nilo. Il calendario Sotiaco coincideva quasi del tutto con il calendario Nilotico. I 70 giorni di assenza di Sirio nel cielo rappresentavano al contempo il passaggio della dea Iside (Sothis per gli Egizi) attraverso l’oltretomba egizio, definito duat. Da qui, il ciclo Sothiaco indica il periodo orbitale della stella, di 1460 anni.
La levata eliaca di Sirio avveniva dopo 365 giorni e 6 ore dalla precedente, rispettando la lunghezza del calendario giuliano, ma in leggera differenza rispetto al calendario gregoriano attuale, che rende l’anno solare di poco più corto rispetto a quello Sotiaco. La differenza, sottilissima, farebbe ritardare la levata eliaca di circa un giorno ogni 128 anni. I Greci definivano così “il Grande anno di Sotis” quel periodo di 1460 anni vaghi (costituiti da 365 volte 4 anni) perché il capodanno, che ogni anno anticipava di un giorno, tornasse a coincidere con la levata eliaca di Sirio.
Il quadrante del calendario presente sul meccanismo di Antikythera può essere così spostato per compensare l’effetto del giorno “extra” nell’anno solare, ruotando la scala all’indietro di un giorno ogni quattro anni.
Sul quadrante frontale del meccanismo sono indicate la data e le posizioni del Sole e della Luna. L’indicatore della Luna è sistemato in modo tale da mostrare l’anomalia nell’orbita lunare. Si presume che l’indicatore del Sole abbia una regolazione simile, ma gli ingranaggi del meccanismo, probabilmente esistenti, sono andati persi. Il quadrante anteriore mostra anche un secondo meccanismo, con un modello sferico della Luna che ne visualizza le fasi.
Sempre sullo stesso quadrante, si trova un parapegma, una sorta di antico almanacco, utilizzato per indicare tutte le informazioni di interesse astronomico, dal sorgere al calare degli astri.

Iscrizioni sul meccanidmo di Antikythera - fonte www.architecture-balar.com2011_02_21_archive.html

Il fatto che nelle iscrizioni ritrovate non vi sia alcun riferimento a Marte o Venere farebbe pensare che alcuni ingranaggi del meccanismo volti ad indicare la posizione dei pianeti siano andati persi. Nel quadrante posto nella parte alta del meccanismo, in forma di spirale, ci sono 47 divisioni per giro che visualizzano i 235 mesi dei 19 anni del ciclo di Metone, un sistema importantissimo nella creazione dei calendari. Solo nel 2008 alcuni ricercatori scoprirono che uno dei quadranti ausiliari presenti sul quadrante principale della schiena del meccanismo era stato pensato per visualizzare i 76 anni del ciclo di Callippic, di circa un secolo successivo a quello di Metone, e che visualizzava un ciclo di 4 anni di Olimpiadi.
Dallo studio di Price sembra che il meccanismo di Antikythera potesse essere esposto al pubblico in una sala a Rodi, vista la particolare importanza che sull’isola si attribuiva all’ingegneria meccanica. Molti non concordano però con l’intuizione del ricercatore, affermando che l’indicatore astronomico, vista la sua compattezza e comodità, poteva essere trasportato agilmente anche durante i viaggi. Nel 1974, Price presentò una simulazione su come il meccanismo di Antikythera potesse aver funzionato. Inserendo nel dispositivo date passate o future, lo stesso ne calcolava l’informazione astronomica in relazione al Sole, alla Luna e ai pianeti.

Antikythera - iscrizioni sul meccanismo - fonte www.architecture-balar.com2011_02_21_archive.html

Il meccanismo conteneva targhe con l’espressione di oltre duemila caratteri, che vennero identificati come una sorta di manuale di istruzioni. La cosa faceva supporre che lo strumento, usato anche da chi non ne conosceva bene il funzionamento, fosse utilizzato anche durante la navigazione. Le incrostazioni salmastre risalenti all’epoca, oltre quelle formatesi nel corso dei secoli sott’acqua, giustificherebbero il suo costante utilizzo a bordo. Da un dialogo di Cicerone contenuto nel De re publica emerge anche la sua conoscenza diretta di altre due macchine simili dell’epoca, a suo dire entrambe costruite da Archimede e portate a Roma dal generale romano Marco Claudio Marcello alla morte del matematico e custodite come cimeli di famiglia. Cicerone parla anche dell’indicazione sul meccanismo di eclissi di Sole e di Luna.
Se la tesi di Cicerone è corretta, è presumibile che questa tecnologia esistesse già nel III secolo a.C., tanto che il dispositivo attribuito ad Archimede, è menzionato anche da scrittori di epoca romana. Ovidio, celebre poeta elegiaco, ne parla nei Fasti (VI, 263-283); Lattanzio, del IV sec. d.C., nelle Divinae Institutiones (II, 5, 18); Claudiano, del IV sec. d.C., in un epigramma de In sphaeram Archimedis. Quest’ultimo aggiunge che lo strumento era racchiuso in una sfera stellata di vetro. Un’altra indicazione si trova in Proclo, filosofo greco successore di Platone vissuto nel V secolo d.C. (412-485 d.C.), nell’opera Commento al primo libro degli Elementi di Euclide della geometria.
Lo stesso Cicerone parla di un’altra macchina di “recente” costruzione attribuibile al suo amico Posidonio. In realtà sembra che nessuna di queste macchine citate dal filosofo fosse il meccanismo di Antikythera ritrovato nel naufragio, poiché entrambi i dispositivi fabbricati da Archimede e ricordati da Cicerone si trovavano a Roma almeno 30 anni prima della data – presunta – del naufragio. Il terzo dispositivo pare sia stato nelle mani di Posidonio entro quella data.
Si parla però di un vero e proprio planetario attribuibile ad Archimede, anche se non è rimasta alcuna descrizione dettagliata dei meccanismi che lo animavano.
Gli scienziati che hanno ricostruito il meccanismo di Antikythera erano anche d’accordo sul fatto che il dispositivo fosse troppo sofisticato per essere piazzato su un’unica base ed essere quindi un meccanismo unico ma provenisse da una antica tradizione greca di tecnologia meccanica, poi trasmessa almeno in parte alla cultura bizantina e a quella islamica.




Antikythera - meccanismo ai Raggi X - fonte www.architecture-balar.com2011_02_21_archive.html

Nel 2002 lo scienziato informatico australiano Allan George Bromley, insieme a Michael Wright, ha tentato la ricostruzione del meccanismo non basandosi sul modello elaborato da Price, ma usando delle immagini a raggi X originali. I raggi X hanno indicato che vi sono almeno 30 diversi attrezzi presenti nel calcolatore. Bromley e Wright sostenevano che i quadranti posteriori avessero funzioni diverse, supponendo anche che ci potesse essere un ulteriore terzo meccanismo, sotto il quadrante anteriore, andato perso. Questo ipotetico modello indicherebbe nel meccanismo di Antikythera un vero e proprio planetario, che mostrava le posizioni degli astri usando un meccanismo di potente orologeria.
Il meccanismo di Antikythera, fin dal suo ritrovamento, ha destato stupore e fascino, ma anche incredulità, tanto che alcuni ricercatori non ne hanno mai riconosciuto la veridicità, pensando si trattasse di un falso abilmente ricostruito. Soprattutto ai primi del Novecento, le ricerche furono numerose, e l’individuazione del relitto comportò diversi morti, oltre a molti incidenti. La scatola di legno che conteneva il dispositivo era troppo corrosa per fornire ulteriori informazioni, e la stessa cornice si ruppe durante il recupero.
Le numerose iscrizioni ritrovate sul meccanismo, e il rinvenimento di una scritta nascosta, grazie all’uso del tridimensionale e dei raggi X, hanno dato agli esperti la sensazione di poter finalmente risolvere il mistero dell’origine e dell’uso del dispositivo, anche se ancora oggi la piena portata delle funzioni dello strumento rimane sconosciuta.
Il fatto che si trattasse del più vecchio computer al mondo di tipo analogico ha fatto però pensare che il meccanismo potesse essere non del tutto umano, tanto per la sua costruzione, quanto per il suo utilizzo. Sulle basi delle tante intuizioni, il meccanismo è tuttora studiato presso diverse università del mondo, in un Progetto di ricerca congiunta che coinvolge numerosi Paesi.

Fonti di riferimento:
http://en.wikipedia.org/wiki/Antikythera
http://www.antikythera-mechanism.com
http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_antikythera01.htm
http://www.stefanogasbarri.it/index.php/la-misura-del-tempo
http://brunelleschi.imss.fi.it/vitrum/ivtr.asp?c=8253
http://en.wikipedia.org/wiki/Metonic_cycle
http://www.giovannipastore.it/ANTIKYTHERA.htm
Questo articolo è riproducibile indicando chiaramente il sito e linkando la fonte www.ilpuntozero.com

Tratto da: http://www.ilpuntozero.com/1247-2/

UNO SCIENZIATO ACCENDE IL "COMPUTER" INVENTATO DAI GRECI 2.000 ANNI FA

L'apparecchio effettua complicati calcoli astronomici
e mostra le posizioni dei vari corpi celesti

MILANO - Un misterioso congegno meccanico simile ad un orologio. Venne scoperto nel 1901 da alcuni pescatori nelle acque vicino a Antikythera, un'isolotto sperduto nel Mar Ionio della Grecia. Sembrava soltanto un blocco di ruggine agli occhi degli archeologi, che non diedero tanta importanza allo strano reperto ripescato da un veliero affondato. Quando però lo strano oggetto si ruppe nelle stanze degli archivi del Museo di Atene dov'era custodito vennero alla luce delle ruote dentate - gli scienziati si accorsero subito di essere di fronte a qualcosa di molto particolare. Era stato trovato il più vecchio "elaboratore" del mondo. Secondo gli scienziati del tempo il meccanismo di Antikythera era stato costruito per effettuare complicati calcoli astronomici: dal moto del Sole e della Luna nello Zodiaco a quello dei pianeti, ma anche per determinare le eclissi.


COPIA ESATTA - Si calcola che il meccanismo sia stato costruito 150 anni prima della nascita di Cristo. E' composto da una trentina di ingranaggi in bronzo con una sottile dentatura. Gli archeologi parlarono di un capolavoro dell'ingegneria, uno straordinario reperto di tecnologia antica. Poi per un secolo più nulla. Ora, Michael Wright, ex curatore della sezione di Ingegneria Meccanica del Museo delle Scienze di Londra, ha ricostruito l'antico apparecchio. Una copia esatta: con le stesse dimensioni, gli stessi materiali riciclati. Insomma, quasi come l'originale. E la cosa incredibile è che questa copia - teoricamente - funziona nello stesso modo dell'originale. In un video pubblicato su YouTube nei giorni scorsi, ripreso dai maggiori blog e riviste tecnologiche, il ricercatore spiega il funzionamento del computer Antikythera.

PREVISIONI - I comandi, dice Wright, sono relativamente semplici: girando una manopola, posta sul lato dell'oggetto, è possibile scorrere i quadranti sovrapposti e, dalla combinazione di questi, prevedere i vari eventi astronomici. Basandosi sui modelli dell'antica Grecia si possono anche raffigurare le posizioni dei vari corpi celesti. Sulla parte davanti di questo blocco di bronzo era possibile notare delle iscrizioni del calendario greco ed egizio mentre le lancette mostravano le posizioni della Luna e degli allora cinque pianeti conosciuti. Sul retro, invece, due indicatori: uno mostrava un calendario di 19 anni e le Olimpiadi e il secondo quando ci sarebbero state eclissi di Luna e solari.

ZONE D'OMBRA - Da decenni il meccanismo di Antikythera non ha mancato di suscitare impressione ed interrogativi presso molti studiosi. La sua reale funzione è rimasta sconosciuta per lungo tempo, il suo utilizzo e fino ad oggi stato chiarito solo in parte. Infatti, ci sono ancora molte zone d'ombra sul funzionamento di questo strumento. Nel frattempo si sa che le poche incisioni decifrate sono una sorta di guida pratica.

Elmar Burchia
 
Tratto da: https://www.corriere.it/scienze/08_dicembre_18/Antikythera_grecia_elmar_burchia_cb3dca1c-ccf0-11dd-95df-00144f02aabc.shtml?refresh_ce-cp

domenica 1 dicembre 2019



Marcello Pamio

Oggi parliamo di un organo molto particolare: una piccolissima ghiandola della dimensione di una noce (circa 3 centimetri) che la Natura ha cercato di occultare agli occhi e alle mani dei medici, senza però riuscirci. Non poteva certo prevedere infatti - nostra Madre - che l'uomo in camice bianco arrivasse ad infilare nel retto prima il dito medio e poi un ago lungo 18 centimetri!
Questa povera e maltrattata ghiandola si chiama prostata.
Funzione biologicaLa prostata è disposta attorno alla prima parte dell’uretra, appoggiata alla vescica urinaria tramite le vescicole seminali. Sfocia nell’uretra per secernere un liquido alcalino durante l’eiaculazione.



Come mai la perfezione dell'organismo avrebbe concepito un liquido alcalino eiaculato durante il rapporto sessuale all’interno di una vagina molto acida?
Siamo di fronte ad un banale errore o ad una magistrale sapienza?
Il significato di “prostata” spiegherà l’arcano, perché in greco vuol dire «accompagnare in terra straniera». Quindi nessun errore: l’alcalinità ha proprio la funzione biologica di “proteggere” e “accompagnare” il seme maschile - rappresentato da centinaia di milioni di spermatozoi - nell’ambiente inospitale della vagina, la “terra straniera”!
Un terreno troppo acido equivarrebbe alla condanna a morte degli spermatozoi, e di conseguenza la fine della prosecuzione della specie.
La prostata cresce nella fase adolescenziale ed è particolarmente sensibile agli ormoni sessuali e proprio per questo motivo il cancro alla prostata rientra per la medicina ortodossa nei tumori ormono-sensibili.
Le patologie di maggior rilievo a carico di questa ghiandola sono l’adenoma, il carcinoma e la prostatite (infiammazione).
Origine della prostataLa prostata appartiene all’antichissimo foglietto «endodermico» e quindi risponde al conflitto del «boccone vitale». In questo caso, s’intende un «boccone» a carattere sessuale.
Senza la prostata infatti non sarebbe possibile generare una nuova vita, quindi per l’evoluzione della specie umana è una ghiandola vitale.
Vediamo quindi cosa succederebbe se un uomo dovesse vivere una problematica a sfondo sessuale.
A questo punto bisogna specificare una cosa molto importante: nel maschio erezione-piacere-eiaculazione sono un tutt'uno, non si possono disgiungere, per cui se non si ha una erezione, automaticamente non è possibile godere, eiaculare e quindi procreare!



Se un uomo per un qualsiasi motivo non riesce a eiaculare, la prima cosa che fa il cervello è indurre una ipertrofia della ghiandola (totalmente asintomatica) con lo scopo biologico di far aumentare la produzione di liquido seminale.
Soluzione questa perfetta per il problema, perché SE NON SIAMO RIUSCITI AD EIACULARE come voleva il cervello, allora solo un aumento della sua «funzione» potrà risolverlo.
Se però il disagio dura per molto tempo, la ghiandola può raggiungere dimensioni importanti in grado di dare molti fastidi all’uretra e alla vescica.
Questi disturbi urinari sarebbero dovuti, secondo l’ortodossia, dalla prostata che spinge sulla vescica.
Ma come mai questo avviene solo di notte? Cosa fa di giorno la prostata, dorme?
L'uretra passa nel terzo anteriore della prostata e i rigonfiamenti della stessa sono responsabili solo del 5% dei disturbi urinari, il rimanente dipende dal “detrusore” che appartiene ad un altro foglietto embrionale completamente diverso, il “mesoderma recente”.



Il mesoderma è più legato al “territorio” e alla “svalutazione”, della serie: “non riesco a marcare il territorio come vorrei”, dove il territorio sarebbe la vagina della donna!
Questo potrebbe spiegare perché alcuni uomini hanno disturbi urinari e altri no, ma soprattutto spiega perché avviene solo di notte. Durante la notte infatti il muscolo andando in vagotonia si rilassa, mentre di giorno in piena fase simpaticotonica rimane in tensione, ecco perché non si urina con la stessa frequenza di quando si va a dormire!
Se e quando il cervello non vede più il problema, l’eccedenza dei tessuti sarà smantellata da microrganismi come funghi e micobatteri, oppure incapsulata e incistata.
Ovviamente questo processo di smantellamento potrà avvenire solo se nell’organismo saranno presenti questi germi; dico questo perché, a seguito di pratiche aberranti come le vaccinazioni, l’iper-sterilizzazione degli ambienti, ecc., il patrimonio microbatterico umano è sempre più scarno, per cui quello che avviene con maggior frequenza oggi è l’incistamento del tessuto (cosa questa, però, non biologica).
Sarà forse un caso che la maggior parte dei maschi sopra una certa età presentano masse e/o formazioni nella prostata?
Incidenza e mortalità per tumore prostaticoProstata e mammella rappresentano le sedi più frequenti di tumore, rispettivamente nei maschi e nelle femmine, con una probabilità di ammalarsi, secondo le stime ufficiali, di 1 su 9.
Il tumore della prostata da solo rappresenta il 19% di tutti i tumori diagnosticati nei maschi!
Per entrare più nel dettaglio in base all'età: nella classe 50-69 anni e negli over 70enni, è il tumore più frequente, e questo come vedremo non è un caso…
I dati ufficiali quindi non lasciano spazio a molti dubbi.
Ecco cosa dicono le statistiche sull’incidenza dei tumori alla prostata scoperti in persone morte in incidenti stradali durante gli esami autoptici, quindi morti non per malattia.
  • Uomini di età compresa tra i 40 e i 49 anni > 40%
  • Uomini di età compresa tra i 60 e i 69 anni > 70%
  • Uomini di età sopra i 70 anni                         > 80%
Questi dati confermano la bontà del detto popolare secondo cui «alcuni uomini muoiono DI cancro della prostata, ma quasi tutti muoiono CON il cancro alla prostata
Per esempio ogni anno negli Stati Uniti vengono diagnosticati 240.000 (37.000 in Italia, dati 2019) tumori alla prostata, ma il rischio di morte è del 3%.
Questo dato non santifica la cosiddetta «medicina preventiva» (gli esami non possono prevenire nulla, ma solo diagnosticare): è semmai la dimostrazione che IL 97% DEI TUMORI E’ CONSEGUENZA DELLA SOVRADIAGNOSI (vedere note)!
La conferma che questa condizione è per così dire «normale» (anche se non dovrebbe essere) arriva da ulteriori esami autoptici. In Svizzera studiando i cadaveri di persone oltre i 50 anni morte in incidenti stradali, hanno trovato:
  • Donne: tumore (in situ) al seno                   > 38%
  • Uomini: tumore (in situ) alla prostata         > 48%
Quante di queste persone non sapevano neppure di avere un tumore al seno o alla prostata?
Il problema della metastasiLa metastasi più frequente del cancro prostatico è quella ossea.
Nessuno però spiega scientificamente come un tumore che cresce nella prostata come un cavolfiore (adenocarcinoma), riesca a migrare nel sangue e, una volta giunto nelle ossa, creare dei “buchi”.
L'oncologia dovrebbe spiegare come fa una cellula a metastatizzare un organo diverso cambiando atteggiamento biologico.
La spiegazione bio-logica ha a che fare con l'origine embrionale delle ossa, che guarda caso fanno parte del “mesoderma recente”, il tessuto visto prima legato alla “svalutazione”.
Non avere una erezione può creare o no delle svalutazioni negli uomini?
Costo socialeIl cancro è la prima spesa sanitaria mondiale.
Solo negli Stati Uniti dal 1994 al 2004 il danno economico dovuto al solo tumore alla prostata è stato di 240 miliardi di dollari. Se a questo sommiamo tutte le procedure non necessarie (biopsie, prostatectomie, pannoloni, protesi meccaniche, ecc.) la cifra raggiunge i 1000 miliardi di $.
Quindi oggi la sovradiagnosi legata alla prostata è la gallina dalle uova d'oro, perché rappresenta un business da oltre 100 miliardi di $ all’anno!
Forse il quadro inizia a prendere forma: dietro questa piccolissima ghiandola si muovono interessi economici faraonici. Da una parte abbiamo un Sistema sanitario malato che ha ingannato le persone facendo credere che un marcatore tumorale come il PSA sia un esame routinario normalissimo…
Lo ripeto ancora una volta: sopra una certa età, praticamente tutti quelli che fanno l'esame avranno un valore del PSA molto alterato!
Attivazione biologica della prostataLa prostata come detto è legata al «boccone vitale», ma entrando più nel dettaglio, parlando di attivazione di questa ghiandola, è obbligatorio tirare in ballo una «sessualità impropria», cioè una sessualità non nella norma, relativamente al rapporto di coppia, ma non solo.
Una eiaculata incompleta, cioè non portata a termine, è più che sufficiente per attivare il tessuto!
Ma anche una partner che si comporta male nei nostri confronti, o il voler fecondare più di una donna (amante e moglie per esempio) ma non poterlo fare…
Paradossalmente anche un “conflitto” traslato per cui il figlio non riesce ad avere figli e il padre si accolla simbolicamente la responsabilità organica, è interessante.
Comunque sia, la cosa centrale da capire è che il senso biologico del tumore alla prostata sta tutto nella fase conflittuale: quando il tessuto cresce con lo scopo biologico di aumentare la produzione di liquido seminale!
Questo è il senso biologico del «problema» alla prostata (chiamato adenoma, ipertrofia, tumore, cancro, ecc.).
Se invece di essere visto con gli occhi limitati e impauriti dell’uomo si usassero quelli perfetti della Natura, apparirebbe subito che non si tratta di un problema, ma di un programma biologico sensato e assolutamente perfetto!
Secondo la biodecodificaAltri spunti di comprensione arrivano dalla decodifica biologica.
Per esempio un qualsiasi disturbo alla prostata potrebbe avere a che fare con una «perdita nella famiglia» (situazioni drammatiche di figli, partner, nipoti o altri, come per esempio un incidente, una malattia o la morte); una «castrazione simbolica» (la donna che ricatta il marito oppure il «desiderio di fare l’amore con qualcun’altra ma non si può»).
Un risentito di impotenza («devo essere all’altezza per soddisfare la mia donna più giovane di me e non so se ne sarò in grado»).
La prostata da un certo punto di vista rappresenta il «principio maschile», per cui tutto quello che ha a che fare con timori e paure legate alla «mascolinità», alla «potenza», anche alla «rinuncia» o «colpa sessuale» può attivare questa ghiandola…
Conclusione
Se è vero, come è vero che il problema dell'attivazione della prostata sta nell'aumento di funzione perché non si è eiaculato come avrebbe voluto il cervello, la logica conseguenza (o per meglio dire bio-logica), sta nel farlo in altre modalità!
Non so se sono stato abbastanza esplicito.....
Per approfondire
Articoli sulla Sovradiagnosi
"Guerra al cancro: quanti morti dal 1950 ad oggi?"

"Marcatori tumorali e...creazione di malati"

"Cancro: la rivoluzione scientifica e il cambio di paradigma"

"Si muore di cancro o di chemio"

http://www.attivazionibiologiche.info/dizionario/prostata.html
http://www.attivazionibiologiche.info/oncologia/caprostata.html
Libri da leggere
"Cancro spa", Marcello Pamio
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__cancro_spa.php
"La fabbrica dei malati", Marcello Pamio
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-fabbrica-dei-malati-marcello-pamio-libro.php

TRATTO DA: https://disinformazione.it/2019/11/25/il-senso-biologico-della-prostata-e-dei-suoi-disturbi/

martedì 12 novembre 2019

Se Conosci non hai bisogno di Credere



       " Esci dal vicolo cieco delle Credenze, incamminati sulla via maestra della Conoscenza"

Andrea Riccucci

lunedì 4 novembre 2019

Le parole e le frequenze possono influenzare e riprogrammare il DNA

Il DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l'intuizione, gli atti spontanei ed a distanza di cura, l'auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l'influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e
riprogrammato dalle parole e dalle frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali.
Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine. Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L'altro 90% è considerato "DNA rottame". Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un'esplorazione di quel 90% di "DNA rottame". I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente rivoluzionarie! Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di informazioni e per la comunicazione.
I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente nell'apparentemente inutile 90%, segue le stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole grammaticali di base. Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un riflesso del nostro DNA inerente.
Anche il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio del DNA. (Per essere breve, qui farò solo un riassunto. Per maggiori informazioni, per favore, andate all'appendice finale di questo articolo).
La linea finale è stata: "I cromosomi vivi funzionano come computer "solitonici/olografici" usando la radiazione laser del DNA endogeno". Questo significa che hanno fatto in modo di modulare certi modelli di frequenza con un raggio laser e con questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in questo modo, l'informazione genetica stessa. Siccome la struttura base delle coppie alcaline del DNA e del linguaggio (come si è già spiegato) sono la stessa struttura, non si rende necessaria nessuna decodificazione del DNA.
Uno semplicemente può usare parole e orazioni del linguaggio umano! Questo è stato anche provato sperimentalmente.
La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano le frequenze appropriate.  Infine questo spiega scientificamente perchè le affermazioni, l'educazione autogena, l'ipnosi e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e i loro corpi. E' del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici.
Per esempio il gruppo di ricercatori di Garjajeva ha avuto successo nel provare che con questo metodo si possono riparare i cromosomi danneggiati dai raggi X. Sono anche riusciti a catturare modelli di informazione di un DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro, riprogrammando così le cellule su un altro genoma. In quel modo, hanno trasformato con successo, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo i modelli di informazione del DNA!
In quel modo, l'informazione completa è stata trasmessa senza nessuna delle disarmonie o effetti collaterali che si manifestano quando si fa l'ablazione e si reintroducono geni individuali del DNA! Questo rappresenta una rivoluzione e sensazione incredibili, che trasformerà il mondo! Tutto ciò applicando semplicemente la vibrazione e il linguaggio al posto dell'arcaico
processo d'ablazione! Questo esperimento punta all'immenso potere della genetica delle onde, che ovviamente ha più influenza, sulla formazione degli organismi, che i processi biochimici delle sequenze alcaline.
I maestri esoterici e spirituali sanno da millenni che il nostro corpo si può programmare con il linguaggio, le parole e il pensiero. Ora questo è stato provato e spiegato scientificamente.
Certamente la frequenza deve essere quella corretta e a questo si deve il fatto che non tutti hanno lo stesso risultato o possano farlo sempre con la stessa forza. La persona deve
lavorare con i processi interni e la maturità per poter stabilire una comunicazione cosciente con il DNA. I ricercatori russi lavorano con un metodo che non dipende da questi fattori, però funziona SEMPRE, sempre e quando venga usata la giusta frequenza.
Però, quanto più è sviluppata la coscienza individuale, meno c'è la necessità di qualsiasi tipo di dispositivo! Si possono ottenere quei risultati da se stessi e la scienza finalmente smetterà di ridere di tali idee e potrà spiegarne e confermarne i risultati. E non finisce qui. Gli scienziati russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare modelli di perturbazione nel vuoto, producendo così "cunicoli" magnetizzati!
I "piccoli buchi" sono gli equivalenti microscopici di quelli chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza dei buchi neri (lasciati da stelle consumate).
Questi sono dei tunnel di connessione, fra aree completamente differenti dell'universo, attraverso i quali si può trasmettere l'informazione fuori dallo spazio e dal tempo. Il DNA attira quei frammenti di informazione e li passa alla nostra coscienza. Questo processo di ipercomunicazione è più efficace in stato di rilassamento. Lo stress, le preoccupazioni e
l'intelletto iperattivo  impediscono il successo  dell'ipercomunicazione o ne distorcono completamente l'informazione rendendola inutile. In Natura, l'ipercomunicazione è stata applicata con successo da milioni di anni. Il flusso di vita strutturato in "organizzazioni stato" di insetti lo prova drammaticamente. L'uomo moderno lo conosce solo ad un livello molto più
sottile come "intuizione". Però anche noi possiamo recuperarne a pieno l’uso.
Un esempio in Natura. Quando un formica regina è lontana dalla sua colonia, la costruzione continua con fervore e in accordo con la pianificazione.
Tuttavia, se si uccide la regina, nella colonia tutto il lavoro si ferma.
Nessuna formica sa cosa fare. Apparentemente, la regina invia i "piani di costruzione" anche da molto lontano per mezzo della coscienza gruppale dei suoi sudditi. Può stare lontana quanto vuole, fintanto che sia viva.
Nell'uomo l'ipercomunicazione si attiva quando uno improvvisamente riesce ad avere accesso ad un'informazione  che è fuori dalla propria base di conoscenze.
A quel punto questa ipercomunicazione viene sperimentata e catalogata  come un'ispirazione o intuizione. Il compositore italiano Giuseppe Tartini, per esempio, una notte sognò che il diavolo si sedeva vicino al suo letto suonando il violino. La mattina seguente, Tartini potè trascrivere il brano a memoria con esattezza e lo chiamò la Sonata del Trillo del Diavolo.
Per anni, un infermiere di 42 anni sognò una situazione nella quale era connesso ad una specie di CD-ROM di conoscenza. Gli veniva trasmessa conoscenza verificabile da tutti i campi immaginabili e alla mattina poteva ricordare. Era tale la valanga di informazioni che sembrava che di notte gli trasmettessero tutta una enciclopedia. La maggior parte delle informazioni
era fuori dalla sua base di conoscenze personali e arrivava a dettagli tecnici di cui lui non sapeva assolutamente niente.
Quando avviene l'ipercomunicazione, si possono osservare fenomeni speciali nel DNA, così come nell'essere umano. Gli scienziati russi hanno irradiato campioni di DNA con luce laser. Nello schermo si è formato un modello di onde tipico. Quando hanno ritirato il campione di DNA, i modelli di onda non sono scomparsi, sono rimasti. Molti esperimenti di controllo hanno
dimostrato che il modello proveniva ancora dal campione rimosso, il cui campo energetico apparentemente è rimasto di per se stesso. Questo effetto ora si denomina effetto del DNA fantasma.
Si presume che l'energia dello spazio esteriore e del tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora attraverso i "cunicoli". La maggior parte delle volte gli effetti secondari che si incontrano nell'ipercomunicazione, anche degli esseri umani, sono campi elettromagnetici inspiegabili nelle vicinanze della persona implicata.  In presenza dei quali i dispositivi elettronici, come attrezzature per CD e altri simili, possono essere alterati e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve lentamente, le attrezzature funzionano ancora normalmente. Molti curatori e psichici conoscono questo effetto dovuto al loro lavoro. Più si migliorano l'atmosfera e l'energia dell'ambiente più frustante è che in quel
preciso istante l'attrezzatura di registrazione smette di funzionare e di registrare. Il  riaccendere e spegnere dopo la sessione non ne ristabilisce ancora la funzionalità totale che però  il giorno dopo ritorna alla normalità. Chissà forse leggere ciò risulta tranquillizzante per molti, in quanto non ha niente a che vedere con l’essere tecnicamente incapaci, ma significa semplicemente che sono abili per l’ipercomunicazione.
Gli scienziati russi hanno irradiato diversi campioni di DNA con dei raggi laser e su uno schermo si è formata una tipica trama di onde che, una volta rimosso il campione, rimaneva sullo schermo. Allo stesso modo si suppone che l'energia al di fuori dello spazio e del tempo continua a passare attraverso gli tunnel spaziali attivati anche dopo la rimozione del DNA. Gli effetti collaterali più frequenti nell'ipercomunicazione sono dei campi magnetici vicini alle persone coinvolte. Gli apparecchi elettronici possono subire delle interferenze e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve, l'apparecchio ricomincia a funzionare normalmente. Molti operatori spirituali conoscono bene questo effetto.
Grazyna Gosar and Franz Bludorf nel loro libro Vernetzte Intelligenz spiegano queste connessioni in modo chiaro e preciso. Gli autori riportano anche alcune fonti secondo le quali gli uomini sarebbero stati come gli animali, collegati alla coscienza di gruppo, e quindi avrebbero agito come gruppo. Per sviluppare e vivere la propria individualità, tuttavia, avrebbero abbandonato e dimenticato quasi completamente l'ipercomunicazione.
Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di gruppo. Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete, scaricare informazioni e stabilire un contatto con altre persone connesse. In questo modo si possono spiegare i fenomeni quali telepatia o guarigioni a distanza.
Senza un'individualità distinta la coscienza collettiva non può essere usata per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato primitivo di istinti primordiali.
L'ipercomunicazione nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa.
I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena individualità formassero una coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare le cose sulla terra, come fossero Dio! E l'umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di coscienza collettiva.
Il tempo atmosferico è piuttosto difficile da influenzare da un solo individuo, ma  l'impresa potrebbe riuscire dalla coscienza di gruppo (niente di nuovo per alcune tribù indigene). Il tempo viene fortemente influenzato dalla frequenza risonante della terra (frequenza di Schumann). Ma queste stesse frequenze vengono prodotte anche nel nostro cervello, e quando molte persone si sincronizzano su di esse, o quando alcuni individui (p. e. maestri spirituali) concentrano i loro pensieri come un laser, non sorprende affatto che possano influenzare il tempo. Una civiltà moderna che sviluppa questo tipo di coscienza non avrebbe più problemi né d'inquinamento ambientale, né di risorse energetiche; usando il potere della coscienza collettiva potrebbe controllare automaticamente e in modo naturale l'energia del pianeta.
Se un numero abbastanza elevato di individui si unisse con uno scopo più elevato, come la meditazione per la pace, si dissolverebbe anche la violenza.
Il DNA sembra essere anche un superconduttore organico in grado di lavorare a una temperatura corporea normale. I conduttori artificiali invece richiedono per il loro funzionamento delle temperature estremamente basse (tra -200 e -140°C ). Inoltre, tutti i superconduttori possono immagazzinare luce, quindi informazioni. Anche questo dimostra che il DNA sia è grado di farlo.
Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono altamente instabili e durano soltanto una frazione di secondo. In certe condizioni però si possono creare dei tunnel stabili in grado di formare delle sfere luminose. In alcune regioni della Russia queste sfere appaiono molto spesso. In queste regioni le sfere a volte s'innalzano dalla terra verso il cielo, e i ricercatori hanno scoperto che possono essere guidati dal pensiero.
Le sfere emettono onde a bassa frequenza che vengono anche prodotte dal nostro cervello, quindi sono in grado di reagire ai nostri pensieri. Queste sfere di luce hanno una carica energetica molto elevata e sono in grado di causare delle mutazioni genetiche. Anche molti operatori spirituali producono queste sfere o colonne di luce, quando si trovano in uno stato di profonda meditazione o durante un lavoro energetico. In alcuni progetti per la guarigione della terra queste sfere vengono catturate anche nelle foto. In passato di fronte a questi fenomeni luminosi si credeva che apparissero degli angeli. In ogni caso, pur mancando le prove scientifiche, ora sappiamo che persone con queste esperienze non soffrivano affatto di allucinazioni. Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella comprensione della nostra realtà.
Anche la scienza "ufficiale" conosce le anomalie della terra che contribuiscono alla formazione dei fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di Roma.

domenica 3 novembre 2019

Il Libro Segreto di Gesù - Vol. 1 - Anteprima del libro di Daniel Meurois




Non sono nato in Giudea...

Non sono nato in Giudea, come alcuni hanno intenzionalmente fatto credere, ma nel cuore stesso della Galilea.
Il nostro era un villaggio insignificante, così insignificante che quello che sarebbe diventato mio padre preferì che venissi al mondo a un miglio dal minuscolo muro a secco che lo recingeva. Lungo un sentiero frequentato dai mercanti e dalle loro mandrie di asini, andando verso il mare, c’era un modesto bethsaid che offriva tutto quello di cui un viaggiatore potesse aver bisogno. Era stato costruito in tempi antichi, quasi incastrato nella roccia, dai membri della comunità in cui era nata la mia famiglia.
Si trattava di un rifugio per i malati, i bisognosi, le persone che non sapevano dove andare, per qualche notte. Non c’erano né asini né buoi davanti alla mangiatoia, ma pecore e capre che gironzolavano li intorno, come peraltro su tutte le colline circostanti.
Non era neppure un luogo poverissimo; ci sono andato tante volte, dopo... a pochi passi dal muro scorreva un ruscello, l’erba abbondava, e i fichi e gli olivi a disposizione erano innumerevoli.
Quando sono nato c’era parecchia gente intorno, molte più persone di quante i miei genitori avessero voluto. A dire il vero, l’uomo che aveva accettato di essere mio padre, Yussaf, era un uomo rispettato non soltanto in quella contrada ma fino a Gerusalemme.
Il susseguirsi dei secoli ha fatto credere che facesse il carpentiere; tuttavia, le nostre case erano progettate e costruite in modo così semplice che non avevano bisogno di carpenteria degna di tal nome.
Come spesso accade, il simbolo ha rapidamente soppiantato la realtà dei fatti...
In verità, se mio padre lavorava il legno, era piuttosto per confezionare utensili di ogni fatta, dai tavoli alle panche, e persino le carrette. Ma questa occupazione era per lui secondaria.
Per prima cosa, era uno dei principali sacerdoti della comunità. Non mi riferisco soltanto a quella che risiedeva al villaggio, ma a quella più vasta, i cui membri erano sparsi per tutto il paese: la Fratellanza di Essania. Per questa ragione la gente veniva spesso a consultarlo, e s’inchinava davanti a lui.
Ai tempi della sua gioventù, gli anziani gli avevano affidato la responsabilità del tempio che la nostra Fratellanza aveva a Gerusalemme. Questo era accaduto molto prima che sposasse Meryem, mia madre. La sua saggezza e la sua solidità l’avevano rapidamente messo in luce rispetto a molti altri.

Autore

Daniel Meurois

Daniel Meurois


SITO INTERNEThttp://danielmeurois.it/

martedì 29 ottobre 2019

Alzheimer: l’epidemia silenziosa. Cosa fare per prevenire e curare la demenza

Video in diretta radio di Marcello Pamio. Presentazione libro, "ALZHEIMER: L'EPIDEMIA SILENZIOSA. 
Acquistabile in tutte le librerie oppure online nel sito Macrolibrarsi
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__alzheimer-l-epidemia-silenziosa.php 

domenica 27 ottobre 2019

ACQUA KAQUN: L'ACQUA AD ELEVATO CONTENUTO DI OSSIGENO STABILE BIODISPONIBILE



Cos'è Acqua Kaqun?

Acqua Kaqun è l’unica acqua con un così elevato contenuto di ossigeno stabile biodisponibile (concentrazionefino a 18-25 mg/lt). 
Oltre 20 anni di test clinici e di laboratorio su volontari sani e malati, su animali e in vitro, hanno evidenziato la sua capacità di aumentare il livello di ossigeno nei tessuti.

Com'è prodotta Acqua Kaqun?

L’acqua Kaqun è prodotta grazie a  un processo elettromagnetico brevettato (Kaqun System).
Nella sua produzione non vengono mai usate sostanze chimiche di alcun genere.
L’ossigeno non viene introdotto dall’esterno, ma creato dall’acqua stessa: l’acqua viene fatta passare attraverso campi elettromagnetici di frequenza specifica che provocano un cambiamento della struttura molecolare. 
Per effetto di ciò accade che:
  • I grossi clusters di acqua vengono rotti e si formano altri clusters più piccoli e più stabili formati da 6-8 molecole di acqua. Il fatto che un cluster possa penetrare all’interno della membrana cellulare o rimanere nello spazio intracellulare dipende dalla sua grandezza: i clusters piccoli, formati da 6-8 molecole di acqua, possono penetrare nelle cellule.
  •  L’ossigeno che viene liberato per effetto dei campi elettrici entra all’interno dei piccoli clusters e rimane disponibile come ossigeno non legato.
  • Altro ossigeno e parte dell’idrogeno formano radicali OH che rendono l’acqua alcalina.
Cosa sono i clusters?
L’acqua si comporta come una molecola dipolare con la presenza di cariche elettriche positive sugli atomi di H e negative sugli atomi di O. Ciò è alla base delle interazioni elettrostatiche tra gli atomi di H di una molecola di acqua e gli atomi di O di un’altra molecola, dando luogo alla formazione dei ben noti “legami idrogeno”.
Queste reticolazioni dei legami idrogeno determinano la formazione dei cluster. Potremmo quindi dire che la formula dell’acqua non è in realtà H2O bensì H2nOn.
La sua struttura di base è un tetraedro (quattro molecole di acqua formano la struttura H8 O4). Questi tetraedri compongono clusters formati da centinaia di molecole d’acqua (Icosaedri).
L’acqua liquida contiene sia molecole individuali, sia cluster piccoli e grandi. La formazione e la rottura continua dei legami idrogeno sta alla base di aggregati fluttuanti detti anche “dominii”con una struttura simile a quella del reticolo cristallino del ghiaccio. A seconda di come sono allineate le molecole dipolari nella parte esterna dei cluster, essi possono avere carica + o -, determinando in tal modo l’acidità o l’alcalinità dell’ambiente.

giovedì 17 ottobre 2019

Lettera aperta ad ogni sindaco d’Italia sul 5G

Gentile Sindaco,
si ritiene di fondamentale importanza da parte Sua leggere con molta attenzione la seguente ORDINANZA (n.7 del 20 settembre 2019) firmata da un Suo collega del Comune di Camponogara in provincia di Venezia, sul divieto di installazione e diffusione di nuovi impianti di telefonia mobile con tecnologia 5G.
Non si tratta, come qualcuno pensa, di voler bloccare l’innovazione delle telecomunicazioni: nessuno vuole tornare al Medioevo, ma non si può nemmeno accettare ad occhi chiusi una tecnologia che, per interessi industriali, metta a repentaglio la salute pubblica, come in questo caso.
Stiamo parlando infatti di una tecnologia sconosciuta e soprattutto MAI testata sulla popolazione!
Conviene fare molta attenzione, anche perché «spetta al Sindaco la responsabilità penale, civile, amministrativa, di accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale».
Spetta inoltre sempre al Sindaco «nella Sua veste di ufficiale di Governo e massima autorità sanitaria locale in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario (art. 3 ter del D. L.vo n. 152/2006), al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibili per i cittadini, di adottare le migliori tecnologie disponibili e di assumere ogni misura e cautela volta a ridurre significativamente e, ove possibile, eliminare l’inquinamento elettromagnetico».
Deve sapere che nel 2011 la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato i campi elettromagnetici delle radiofrequenze come «possibili cancerogeni per l’uomo», mentre a novembre 2018 il National Toxicology Program, e a marzo dello stesso anno l’Istituto Ramazzini di Bologna (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni), hanno entrambi confermato l’associazione tra esposizione alle radiofrequenze della telefonia mobile e la manifestazione di vari tipi di tumori (cervello, ghiandole surrenali, tumori rari delle cellule nervose del cuore, gliomi, ecc.).
Esporre quindi la popolazione del Suo Comune ad un rischio di patologie gravi e/o invalidanti (vedasi l’aumento delle persone elettrosensibili), data la Vostra posizione come responsabili della salute pubblica, è una faccenda assai critica!
Le ricordiamo infine che, se un giorno uno o più cittadini del suo Comune dovessero manifestare una qualche patologia legata all’emissione di onde elettromagnetiche, essi si potranno rifare penalmente, civilmente e anche amministrativamente direttamente sulla Sua persona!
Ringraziamo per la Sua attenzione e la invitiamo a informarsi adeguatamente per approfondire l’argomento, tramite le numerose associazioni che se ne occupano: Apple (Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog - www.applelettrosmog.it), Associazione Amica (www.infoamica.it), Alleanza italiana Stop 5G (www.alleanzaitalianastop5g.it).

ORDINANZA DEL SINDACO
Nr. 7 del 20/09/2019 Reg. Gen. 92 del 20-09-2019

Oggetto: ORDINANZA DI DIVIETO DI INSTALLAZIONE E DIFFUSIONE SUL TERRITORIO COMUNALE DI NUOVI IMPIANTI DI TELEFONIA MOBILE (ART. 37 BIS DEL D.Lgs 259/2003 e s.m.i.), CON TECNOLOGIA 5G.
PREMESSO CHE:
• il Consiglio dell’Unione Europea ha emanato in data 12 luglio 1999 la Raccomandazione n. 1999/519/CE relativa alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz, affermando come sia imperativo proteggere i singoli cittadini dagli effetti negativi sulla salute che possono derivare dall’esposizione ai campi elettromagnetici, come si ritenga necessario istituire un quadro comunitario in relazione alla protezione della popolazione con aggiornamenti, valutazioni e analisi periodiche degli impatti sulla salute anche in funzione dell’evoluzione tecnologica, chiedendo agli Stati membri di considerare anche i rischi nel decidere strategie e promuovendo la più ampia diffusione dell’informazione alla popolazione su effetti e provvedimenti di prevenzione adottati;
• la protezione dalle esposizioni è regolamentata dalla Legge Quadro n. 36 del 22 febbraio 2001 che si pone l’obiettivo di tutelare la salute, promuovere sia la ricerca scientifica sugli effetti sulla salute sia l’innovazione tecnologica per minimizzare intensità ed effetti;
• con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 luglio 2003 sono stati fissati limiti di esposizione e valori di attenzione, applicando l’insieme completo delle restrizioni stabilite nella Raccomandazione n. 1999/519/CE con una riduzione dei valori limite e di attenzione per tenere in conto, almeno a livello macroscopico, anche degli effetti a lungo termine non presi in considerazione nella raccomandazione;
• la Direttiva Europea 2013/35/UE del 26 giugno 2013, recepita in Italia con D.Lgs. n. 159 del 1° agosto 2016 con la modifica D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008, sulle disposizioni minime di sicurezza e salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) con lo scopo di assicurare salute e sicurezza individuale di ciascun lavoratore e definire una piattaforma minima di protezione per i lavoratori nell’Unione Europea;
• il Decreto 28 gennaio 2017 del Ministero dell’Ambiente, sui criteri minimi ambientali da rispettarsi per gli edifici della pubblica amministrazione, richiede che si prediliga sempre la connessione via cavo o mediante Powerline rispetto al WiFi;
PRESO ATTO CHE:
• il cosiddetto Principio di Precauzione è stato adottato dall’Unione Europea nel 2005 riportando che “Quando le attività umane possono portare a un danno moralmente inaccettabile, che è scientificamente plausibile ma incerto, si dovranno intraprendere azioni per evitare o diminuire tale danno”;
• la Legge 36/2001 chiede al Ministero della Sanità di promuovere un programma pluriennale di ricerca epidemiologica e di cancerogenesi sperimentale e di concerto con Ministero dell’Ambiente e MIUR lo svolgimento di campagne di informazione e di educazione ambientale, alle Regioni di concorrere all’approfondimento delle conoscenze scientifiche e indica che è competenza dei comuni adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti allo scopo di minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici;
• la sentenza del TAR Lazio n. 500 del 15 gennaio 2019 ha imposto l’obbligo di procedere a campagne di informazione ed educazione ambientale previste dall’articolo 10 comma 1 della Legge 36/2001, condannando i Ministeri Ambiente, Salute e Istruzione ad ottemperare;
• secondo l’OMS circa il 3% della popolazione è affetta da problemi di elettrosensibilità (per l’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Berna gli elettrosensibili arrivano al 5% degli elvetici mentre in Svezia studi indicano tale valore nel 10%);
• a ottobre 2013 la Regione Basilicata considera elettrosensibilità come malattia rara e la inserisce nell’elenco delle esenzioni per i costi delle prestazioni sanitarie;
TENUTO CONTO CHE:
• la Legge 36/2001 prevede all’articolo 8 comma 5 il finanziamento delle attività di controllo e monitoraggio, finanziamento integrato mediante la destinazione delle somme derivanti dalle sanzioni previste dall’articolo 15;
• la Raccomandazione Europea n. 1999/519/CE per le frequenze 5G nel range 3.6-3.8 GHz e 26.5-27.5 GHz prevederebbe che il periodo di misura dovrebbe essere compreso rispettivamente nell’intervallo 16.7-17.7 minuti e 2.0-2.2 minuti;
• nel DPCM 8 luglio 2003 si definisce un limite più stringente di intensità di campo elettrico rispetto alla Raccomandazione Europea n. 1999/519/CE e pari a 6 V/m in un periodo pari a 6 minuti e divieto di superamento del valore di 20 V/m mentre con l’articolo 14 comma 8 del Decreto Legge n. 179/2012 è stato definito che i valori devono essere mediati nell’arco delle 24 ore e non più nei 6 minuti previsti in origine, passando da una verifica per misura diretta a una verifica attraverso stima previsionale fatta da ARPA e basata sui dati forniti dagli operatori;
VISTO il documento pubblicato nel 2019 dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Commissione Europea, affermando come il “5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche” ha evidenziato un chiaro segnale agli Stati membri, soprattutto all’Italia, sui pericoli socio-sanitari derivabili dall’attivazione ubiquitaria del 5G (che rileva gravissime criticità, in parte sconosciute sui problemi di salute e sicurezza dati) confermando l’urgente necessità di un intervento normativo nei riguardi della diffusione di tale nuova tecnologia 5G;
PRESO ATTO che:
• è stato dimostrato in quattro studi (Rea 1991 Havas 2006, 2010, McCarty et al. 2011) che è possibile identificare persone con ipersensibilità elettromagnetica e dimostrare che possono essere testati usando risposte obiettive, misurabili, dimostrando che questi soggetti sono realmente ipersensibili se confrontati con i normali controlli;
Ordinanza N° 7 del 20-09-2019 Pag. 3
• che altri studi dimostrano che ci sono veri e propri cambiamenti fisiologici nei soggetti con Elettrosensibilità e che due studi (De Luca, Raskovic, Pacifico, Thai, Korkina 2011 e Irigaray, Caccamo, Belpomme 2018) hanno dimostrato che le persone elettrosensibili hanno alti livelli di stress ossidativo e una prevalenza di alcuni polimorfismi genetici, che potrebbero suggerire una predisposizione genetica;
• il Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e I° Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011 hanno richiamato gli stati membri a riconoscere l’Elettrosensibilità come una disabilità, al fine di dare pari opportunità alle persone che ne sono colpite;
RISCONTRATI:
gli “effetti nocivi sulla salute umana”, il 15 Gennaio 2019 il TAR del Lazio ha quindi condannato i Ministeri di Salute, Ambiente e Pubblica Istruzione a promuovere un’adeguata campagna informativa “avente ad oggetto l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile”, mentre una serie di sentenze emesse nell’ultimo decennio dalla magistratura internazionale e italiana attestano il danno da elettrosmog, l’elettrosensibilità e il nesso causale  telefonino-cancro, anche oltre ogni ragionevole dubbio (Cassazione 2012), tanto che note compagnie internazionali di assicurazione come Swiss Re e Llyoid’s non ne coprono più il danno;
PRESO ATTO inoltre che i gestori di telefonia mobile stanno provvedendo alla richiesta di rilascio di autorizzazione per l’installazione di un nuovi impianti di telefonia mobile (art. 87 bis del D.Lgs 259/2003 e smi), con tecnologia 5G;
CONSIDERATO CHE:
• il 5G è una tecnologia potenzialmente pericolosa perché si basa su microonde a frequenze più elevate delle precedenti versioni, anche dette onde millimetriche, il che ha due implicazioni ovvie: maggiore energia trasferita ai mezzi in cui le radiofrequenze vengono assorbite (in particolare i tessuti umani) e minore penetrazione nelle strutture solide, per cui vi è la necessità di più ripetitori (a parità di potenza) per garantire il servizio indoor (negli USA hanno stimato un impianto ogni 12 edifici);
• gli studi sugli effetti biologici di questo tipo di radiazione elettromagnetica sono appena agli inizi e indicazioni preliminari (le sperimentano in Russia per le terapie del dolore) paiono mostrare effetti sulle terminazioni nervose periferiche (stanchezza, sonnolenza e parestesia).
VALUTATO CHE:
proprio per il carattere di novità, sperimentazioni del genere dovrebbero valutare l’impatto e prendere in considerazione il rischio attribuibile a tale intervento prima che lo stesso sia realizzato, potendo fare ancora valutazioni ex-ante sul se e come realizzarlo;
VALUTATO INOLTRE:
il progetto stesso, che contestualmente all’attivazione, dovrebbe prevedere uno stretto monitoraggio sanitario su un campione di popolazione residente e non per individuare l’insorgenza di possibili effetti collaterali indesiderati; per la valutazione ex-ante viene utilizzata la Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) che rappresenta una combinazione di procedure, metodi e strumenti con i quali si possono stimare gli effetti potenziali complessivi, diretti o indiretti, di una politica, di un piano, di un programma o di un progetto sulla salute di una popolazione.
CONSIDERATO che:
malgrado la sperimentazione del 5G sia già stata avviata, non esistono studi che, preliminarmente alla fase di sperimentazione, dovrebbero doverosamente fornire una valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivabile da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di milioni di nuove antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi a quelle esistenti;
CONFERMATO che:
• spetta al Sindaco la responsabilità penale, civile, amministrativa, di accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario, che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale;
• spetta al Sindaco, nella Sua veste di ufficiale di Governo e massima autorità sanitaria locale in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3 ter del D. L.vo n. 152/2006, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibile per i cittadini, di adottare le migliori tecnologie disponibili e di assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente e, ove possibile, eliminare l’inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione;
PRESO ATTO che:
• nel 2011 la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato i campi elettromagnetici delle radiofrequenze come possibili cancerogeni per l’uomo e che i1 l° novembre 2018 il National Toxicology Program ha diffuso il rapporto finale di uno studio su cavie animali dal quale è emersa una «chiara evidenza che i ratti maschi esposti ad alti livelli di radiazioni da radiofrequenza, come 2G e 3G, sviluppino rari tumori delle cellule nervose del cuore». Il rapporto aggiunge anche che esistono anche «alcune evidenze di tumori al cervello e alle ghiandole surrenali». Precisando che trattasi ancora a situazioni connesse a 2G e 3G, mentre ora il progetto delle compagnie è quello di introdurre in modo ubiquitario, capillare e permanente il 5G;
• nel marzo 2018, inoltre, sono stati diffusi i primi risultati dello studio condotto in Italia dall’Istituto Ramazzini di Bologna (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni), che ha considerato esposizioni alle radiofrequenze della telefonia mobile mille volte inferiori a quelle utilizzate nello studio sui telefoni cellulari del National Toxicologic Program, riscontrando gli stessi tipi di tumore. Infatti, sono emersi aumenti statisticamente significativi nell’incidenza degli schwannomi maligni, tumori rari delle cellule nervose del cuore, nei ratti maschi del gruppo esposto all’intensità di campo più alta, 50 V/m. Inoltre, gli studiosi hanno individuato un aumento dell’incidenza di altre lesioni, già riscontrate nello studio dell’NTP: iperplasia delle cellule di Schwann e gliomi maligni (tumori del cervello) alla dose più elevata;
VISTA la Delibera del Consiglio Comunale di Camponogara n° 43 del 30 luglio 2019, “Mozione.
Installazione di nuovi impianti di telefonia mobile (art. 87 bis D.Lgs 259/2003 e smi) con tecnologia 5G”, approvata all’unanimità;
VALUTATO quanto sopra,
ORDINA
Il divieto a chiunque dell’installazione e della diffusione sul territorio Comunale di impianti con tecnologie 5G:
– in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea, prendendo in riferimento i dati scientifici più aggiornati, indipendenti da legami con l’industria e già disponibili sugli effetti delle radiofrequenze, estremamente pericolose per la salute dell’uomo;
– in attesa della metodologia per le valutazioni preventive definite da ISPRA/ARPA.
AVVISA
Gli obblighi, i divieti e le limitazioni saranno resi di pubblica conoscenza mediante pubblicazione della presente all’albo pretorio on line.
In relazione al disposto dell’art. 3, comma 4, della Legge 241/’90, si indica che avverso il presente
provvedimento è possibile presentare ricorso:
 Entro 60 giorni dalla data della pubblicazione, del presente provvedimento, è ammesso ricorso giurisdizionale al T.A.R. competente nella fattispecie al tribunale amministrativo Regionale del Veneto;
 Entro 120 giorni dalla data della pubblicazione, del presente provvedimento, è ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
DISPONE
L’invio della presente ordinanza a:
* Presidente della Repubblica
* Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni
* Presidente del Consiglio dei Ministri
* Ministro della Salute
* Ministro dello Sviluppo Economico
* Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
* Ministero dell’Ambiente
* Regione del Veneto
* ULSS n° 3 “Serenissima”
IL SINDACO FUSATO ANTONIO
FUSATO ANTONIO